
Questa domanda mi è stata posta diverse volte durante il mio percorso di formazione. All'inizio avevo le idee piuttosto chiare a riguardo, ma ora mi rendo conto che la mia visione è cambiata, o meglio, si è ampliata e aperta ad una comprensione più profonda. Potrei parlarne per ore, ci potrei scrivere un libro, per cui spero di riuscire ad essere sintetica. Voglio specificare che quando parlo di Sacerdotessa della Dea solitamente mi riferisco anche al ruolo di Sacerdote (Sacerdote-ssa), tranne nei casi in cui parlo di organi ed energia prettamente femminili, è bene ricordare che uomini e donne hanno Misteri differenti, ma entrambi possono servire la Dea, tutte/i veniamo dal Grembo della Madre. Per me la Sacerdotessa è colei che ha guarito se stessa, che ha affrontato le ombre più nere ed è tornata alla luce con maggiore saggezza, conoscenza e consapevolezza; che ha sondato i suoi più oscuri misteri ed ha appreso l’equilibrio e la forza interiore necessari a splendere nel mondo con coraggio, perché il ruolo della Sacerdotessa è necessariamente un ruolo pubblico, che rende visibili e impegnate in prima persona per riportare la Dea nel Mondo e contribuire al cambiamento, co-creando con la Dea stessa, tessendo una realtà differente. La Sacerdotessa è un esempio di vita, una guida, una donna che ha acquisito abbastanza esperienza da poter insegnare ad altri, con umiltà, consapevole dei propri limiti e della strada che ha ancora da percorrere, conscia di essere solo una facilitatrice che aiuta ad esperire il sacro, a trovare la propria scintilla divina e il proprio modo per comunicare con la Dea, senza pretendere di snocciolare verità assolute, ma offrendo gli strumenti di ricerca e una torcia per illuminare la via che porta alla conoscenza personale del divino. Una Sacerdotessa sa che è necessario sempre lavorare su se stessa, mettendosi costantemente alla prova e in discussione, la Sacerdotessa è in continuo mutamento, in continua crescita e apprendimento. Una Sacerdotessa ha imparato a vedere la ragnatela che collega i mondi e gli eventi e sa come muoversi agevolmente tra essi, conosce i rischi e sa come affrontarli. Una Sacerdotessa è una donna che ha dedicato la sua vita al servizio della Dea e della comunità, nel modo a lei più congeniale, in base ai doni di cui è portatrice. Una Sacerdotessa è un’iniziatrice, un oracolo e un canale in cui fluisce l’ispirazione divina e creativa, è una confidente, una madre amorevole, ma anche autorevole e ferma quando necessario, è una sorella, ma anche una custode attenta e una conoscitrice dell’anima umana, può anche essere una Maga o una Strega.
La Sacerdotessa è costantemente impegnate a lucidare la propria perla interiore e a trasmutare la propria essenza per renderla il più possibile pura, selvaggia, libera e naturale. La Via della Sacerdotessa ti cambia la vita, ma non è una strada semplice da percorrere e non è per tutte, richiede responsabilità, impegno, devozione, coraggio, costanza, onestà e integrazione, perché non basta indossare un abito o pronunciare qualche formula d’effetto per definirsi tali, non si “fa” la Sacerdotessa, si “è” Sacerdotessa, sempre, in ogni istante della vita anche quando si fa la spesa o si pulisce casa, è uno stato dell'Essere, una missione dell'Anima, un modo di vivere, la Sacerdotessa splende come una stella radiante e fa della sua vita una preghiera, della sua casa uno Spazio Sacro e del suo corpo un Tempio, sparge semi di arte, bellezza, consapevolezza e grazia intorno a sé, ma è importante sottolineare che la Sacerdotessa, è umana e imperfetta, è in cammino come chiunque altro, non è immune alla rabbia, agli errori e alla paura, anzi, ne riconosce l’esistenza, la funzione e l’importanza, è una cavalcatrice del drago ed essendo un esempio per la comunità, deve lavorare costantemente sui meccanismi patriarcali inconsci, sui blocchi, i traumi e le paure che vengono fuori nel confronto con gli altri assumendosi la responsabilità dei propri sbagli, affrontandone con coraggio e umiltà le conseguenze, deve impegnarsi a mantenersi fisicamente, energeticamente e mentalmente sana ed equilibrata per poter lavorare con gli altri, imparando anche a delegare e a concedersi le giuste pause e ad assecondare i propri bisogni autentici. La Sacerdotessa "fa", "porta" e "agisce" il "sacro", è un'attivista, un agente di trasformazione e mutamento, una donna che non ha timore di sporcarsi le mani.
La Sacerdotessa è costantemente impegnate a lucidare la propria perla interiore e a trasmutare la propria essenza per renderla il più possibile pura, selvaggia, libera e naturale. La Via della Sacerdotessa ti cambia la vita, ma non è una strada semplice da percorrere e non è per tutte, richiede responsabilità, impegno, devozione, coraggio, costanza, onestà e integrazione, perché non basta indossare un abito o pronunciare qualche formula d’effetto per definirsi tali, non si “fa” la Sacerdotessa, si “è” Sacerdotessa, sempre, in ogni istante della vita anche quando si fa la spesa o si pulisce casa, è uno stato dell'Essere, una missione dell'Anima, un modo di vivere, la Sacerdotessa splende come una stella radiante e fa della sua vita una preghiera, della sua casa uno Spazio Sacro e del suo corpo un Tempio, sparge semi di arte, bellezza, consapevolezza e grazia intorno a sé, ma è importante sottolineare che la Sacerdotessa, è umana e imperfetta, è in cammino come chiunque altro, non è immune alla rabbia, agli errori e alla paura, anzi, ne riconosce l’esistenza, la funzione e l’importanza, è una cavalcatrice del drago ed essendo un esempio per la comunità, deve lavorare costantemente sui meccanismi patriarcali inconsci, sui blocchi, i traumi e le paure che vengono fuori nel confronto con gli altri assumendosi la responsabilità dei propri sbagli, affrontandone con coraggio e umiltà le conseguenze, deve impegnarsi a mantenersi fisicamente, energeticamente e mentalmente sana ed equilibrata per poter lavorare con gli altri, imparando anche a delegare e a concedersi le giuste pause e ad assecondare i propri bisogni autentici. La Sacerdotessa "fa", "porta" e "agisce" il "sacro", è un'attivista, un agente di trasformazione e mutamento, una donna che non ha timore di sporcarsi le mani.
COSA SIGNIFICA ESSERE SACERDOTESSA DEL MARE E DELL'AMORE SACRO?
La Sacerdotessa del Mare è un canale di guarigione, purificazione e trasformazione, fluisce con le maree della vita, conosce le profondità delle emozioni e del mondo spirituale, è un canale per le energie lunari e stellari, sa che il suo grembo è la fonte del suo potere e al suo interno custodisce il fuoco acqueo della creazione. Opera per guarire le acque della terra e attraverso il suo canto risana la memoria del pianeta e delle sue creature. E’ una Sacerdotessa oracolare e una maga, è connessa con l’Oceano Cosmico che si riflette nei suoi occhi. Le sue mani benedicono, la sua voce incanta, i suoi sogni sono ponti di comunicazione divina, la sua energia è nutriente, amorevole e radiante, il suo cuore è grande e non conosce ostacoli. La Sacerdotessa del Mare è una conoscitrice e iniziatrice dei Misteri Lunari, uno specchio limpido, una fonte fertile e dissetante, una Creatura libera e selvaggia, una custode del Graal ed è ella stessa il Sacro Calice Mistico.

"La sacerdotessa della Grande Madre non cerca di "dominare" gli elementi: essi sono parte di lei e del creato intero. Sono suoi alleati.
La sacerdotessa della Grande Madre non è "signora e padrona". È anch'essa un'alleata, che dialoga con gli spiriti e con ciò che esiste.
La sacerdotessa non impone e comanda poiché nulla è suo e nulla le è subordinato. Lei domanda e attende risposta.
Sa che tutto è suo pari e di tutto partecipa.
Non di gerarchie è fatto il mondo della Grande Madre. Ma di energie e materia che si compenetrano in tensione erotica, ciascuno parte di altro in una catena che contiene e abbraccia. Ciascuno nella sua funzione."
Laura Ghianda
(Consiglio vivamente di seguire il blog di Laura che contiene tantissimi spunti di riflessione per una moderna Sacerdotessa della Dea DEA loghiamo!)
Foto: Roma Goddess Conference 2019
Chiarissimo.
RispondiEliminaMi è stato veramente utile, grazie!